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Casi d'uso Sono descrizioni di come può essere utilizzato un sistema, così come le si può leggere in un manuale utente. Il concetto di caso d'uso (use case) è stato proposto da Ivar Jacobson, uno degli autori principali di UML, per la prima volta nel 1987. Ma la diffusione del termine avviene a partire dal 1992, con la pubblicazione del libro Object-Oriented Software Engineering. A Use Case Driven Approach . Si tratta, essenzialmente, di una tecnica per scoprire, chiarificare e concordare i requisiti di un sistema. Usare i casi d'uso significa:
Ragionare con i committenti (e le altre parti interessate al sistema, come gli utilizzatori) in termini di casi d'uso (cioè di "storie" concrete di utilizzo) agevola notevolmente la scoperta dei requisiti ed il loro progressivo chiarimento. E costituisce un ottimo punto di partenza per le attività di analisi e design, implementazione e test del sistema. Oltre che nel settore dello sviluppo software, i casi d'uso vengono utilizzati anche in contesti di business process modeling (e business process reengineering). Diffusione dei casi d'uso E' stata da subito notevole. La proposta di Jacobson è stata subito accettata dalla grande maggioranza degli altri esperti di sviluppo software, sia come un modo più efficace di lavorare alla gestione dei requisiti, che come il punto di partenza migliore per l'analisi e il design (in particolare nel contesto dell'approccio object oriented). E i casi d'uso sono diventati una componente fondamentale di UML, nonché di tutti i processi di tipo iterativo. La diffusione dei casi d'uso ha però evidenziato alcuni problemi relativi al loro ambito di applicazione. Ed alcuni errori da evitare nel loro utilizzo. Altri materiali
Servizi di consulenza per la gestione dei requisiti nei progetti:
Formazione: |
| analisi-disegno.com, servizi e materiali per lo sviluppo dei sistemi software, a cura di Adriano Comai. |