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analisi-disegno.news - 15 aprile 2010

Tecniche classiche di analisi

L'analisi è un processo di scoperta. Scoperta di quali siano i requisiti davvero importanti per gli stakeholder, cioè i soggetti interessati al prodotto da realizzare. Scoperta che avviene in corso d'opera, durante i progetti, nel dialogo tra gli stakeholder e chi realizza il prodotto.

Scoperta, anche, di quale sia il modo migliore per soddisfare quei requisiti, dati i limiti economici e temporali che nascono dal fatto che non si lavora a risorse infinite. Per contribuire a individuare l'architettura della soluzione che comporti i maggiori benefici con i minori svantaggi.

L'analisi è un'attività cruciale. E per farla bene servono competenze adeguate.

Ma il settore IT sta perdendo la memoria di cosa può servire per fare bene l'analisi.

Le tecniche classiche (modellazione concettuale dei dati, analisi strutturata, nate negli anni '70 del Novecento) vengono spesso trascurate nei percorsi formativi di chi si deve occupare di analisi. Al massimo, si richiede la conoscenza un po' di UML, che è una utilissima notazione standard per rappresentare il software, ma non certamente un metodo efficace per analizzare i sistemi.

Si tratta di un grave errore, perché le tecniche classiche di analisi sono strumenti indispensabili per guidare chi affronta i problemi tipici dello sviluppo software.

Per questo ho creato un sito di formazione a distanza sulle tecniche classiche di analisi, dove propongo corsi in italiano secondo il modello delle Risorse Educative Aperte.

I corsi sono basati su video, materiali scritti e quiz. Sono gratuiti, ma impegnativi. Si trovano all'indirizzo http://www.adcorsi.com


Segnalazioni

*** Chaos Report 2009 ***

Il Chaos Report è una fonte informativa molto citata sulle percentuali di successo dei progetti di sviluppo software. Ha una copertura di migliaia di progetti internazionali, in vari settori merceologici.

L'edizione 2009, pubblicata come sempre da Standish Group, indica un significativo peggioramento rispetto ai report precedenti:

"I risultati di quest'anno rappresentano il più alto tasso di fallimento nell'ultimo decennio", secondo lo Standish Group.


*** Metodi formali ***

Perché i metodi formali di sviluppo software come Z o VDM, amati nel mondo accademico, non hanno avuto successo nel mondo reale?

Secondo Parnas, uno dei più autorevoli esperti di ingegneria del software, il motivo non è una presunta scarsa professionalità degli sviluppatori, ma il fatto che i metodi formali non sono adeguati per l'uso in ambiti operativi:

"Le affermazioni secondo cui i metodi formali sono pronti per l'uso in ambito aziendale devono essere prese con un grano di sale; se fossero pronti, sarebbero usati da tutti."

E il motivo non è neppure una presunta mancanza di fondi per la ricerca: "La risposta non è più denaro. [...] La ricerca in metodi formali per lo sviluppo software è stata finanziata molto bene. Non servono più soldi; serve più capacità di pensiero."

David Lodge Parnas: "Really Rethinking 'Formal Methods'", in IEEE Computer, January 2010.


*** Testing SOA ***

Il Software Engineering Institute (SEI) ha pubblicato un report sul testing in architetture Service Oriented (SOA).

Il report comprende 65 raccomandazioni per affrontare i problemi specifici delle architetture SOA.


*** Database NoSQL ***

Per chi deve gestire grandi quantità di dati non strutturati i DBMS relazionali non sono l'unica soluzione possibile. Database non relazionali, come Dynamo di Amazon e BigTable di Google sono stati il punto di partenza per una serie di altri prodotti, ora raggruppati sotto la sigla NoSQL.

Vantaggi e svantaggi dei DBMS NoSQL sono trattati in un articolo di Neal Leavitt su IEEE Computer di febbraio 2010.


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