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Organizzazione settore IT per prodotti o per progetti

L’organizzazione del settore IT all’interno delle aziende può essere basata su approcci diversi.

In “Products Over Projects”, Sriram Narayan illustra le differenze tra l’approccio organizzativo basato su progetti (orientato tipicamente al solo sviluppo, con risorse allocate in modo temporaneo e tratte da reparti corganizzati per tipo di competenza) e quello basato su prodotti, più stabile e multifunzionale.

https://martinfowler.com/articles/products-over-projects.html

Software aziendale fuori dal settore IT

La quantità di software che le aree aziendali acquisiscono al di fuori dal controllo del settore IT continua a crescere, e rende sempre più critica la gestione del parco applicativo aziendale.

In “Bottom-Up Enterprise Information Systems: Rethinking the Roles of Central IT Departments“, gli autori

Modern technology (such as open source software, outsourcing, and cloud computing) enable users to bypass central IT to procure or configure their own enterprise information systems.

Coupled with inherent organizational limitations, the result is bottom-up enterprise information systems becoming a new reality in many organizations. Managing such systems requires central IT to be a collaborative partner that guides functional areas toward effective IT practices. Central IT’s operational role may diminish as the functional areas assume increased duties.

However, when IT roles are distributed across the organization, additional coordination is required by central IT, functional areas, and vendors alike.

Software aziendale non richiesto dal settore IT

Secondo una stima di Gartner ripresa da The Economist, nel 2017 lo sviluppo software avrà come come committenti più le funzioni marketing che il settore IT.

Non solo, quindi, il settore IT non ha più la responsabilità di sviluppare direttamente il software che fa funzionare l’organizzazione (outsourcing dello sviluppo). Viene anche lasciato fuori dalla definizione dei requisiti, e dal processo di accettazione.

Tendenza in atto da anni, e ormai consolidata in molte aziende, ma altamente rischiosa, se non vengono potenziate le capacità di presidio.

 

Tecnologia pronta all’uso – senza il controllo dell’IT

Ready Technology: sono le tecnologie che usiamo tutti i giorni, smartphone, social network, strumenti per condividere documenti in rete, sistemi di videoconferenza.

Per gli individui rappresentano opportunità, non problemi. Sono, però, un fenomeno che sfugge al controllo dei reparti IT delle organizzazioni.

Fino a pochi anni fa, l’acquisizione delle nuove tecnologie informatiche passava per l’IT, o almeno l’IT poteva nutrire l’ambizione di governarlo in modo completo. Il modo di pensare prevalente era che prima di adottare una tecnologia bisognasse analizzare e validare i requisiti di business, e che prima di permetterne la diffusione la tecnologia dovesse venire testata e giustificata dal punto di vista del rapporto costi benefici.

Ora, “è chi lavora nelle business unit a governare l’adozione delle tecnologie e a sfruttarle, senza la ‘guida’ dei responsabili dei sistemi informativi”.

Ready Technology“, di Stephen J. Andriole, in  Communications of the ACM, February 2014.

Il futuro dell’IT aziendale

“Ricchi premi attendono le aziende che colgono le opportunità digitali; il disonore, al contrario, attende quelle che non ce la fanno. […] In teoria, per il settore IT questa è un’ottima opportunità per collocarsi al centro delle strategie aziendali. In pratica, il resto dell’azienda dubita che la gente dell’IT sia in grado di farcela – e spesso si predispone a comprarsi la propria IT da terze parti, se necessario.”

Surfing a digital wave, or drowning? The Economist, 7 dicembre 2013