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Software aziendale non richiesto dal settore IT

Secondo una stima di Gartner ripresa da The Economist, nel 2017 lo sviluppo software avrà come come committenti più le funzioni marketing che il settore IT.

Non solo, quindi, il settore IT non ha più la responsabilità di sviluppare direttamente il software che fa funzionare l’organizzazione (outsourcing dello sviluppo). Viene anche lasciato fuori dalla definizione dei requisiti, e dal processo di accettazione.

Tendenza in atto da anni, e ormai consolidata in molte aziende, ma altamente rischiosa, se non vengono potenziate le capacità di presidio.

 

Tecnologia pronta all’uso – senza il controllo dell’IT

Ready Technology: sono le tecnologie che usiamo tutti i giorni, smartphone, social network, strumenti per condividere documenti in rete, sistemi di videoconferenza.

Per gli individui rappresentano opportunità, non problemi. Sono, però, un fenomeno che sfugge al controllo dei reparti IT delle organizzazioni.

Fino a pochi anni fa, l’acquisizione delle nuove tecnologie informatiche passava per l’IT, o almeno l’IT poteva nutrire l’ambizione di governarlo in modo completo. Il modo di pensare prevalente era che prima di adottare una tecnologia bisognasse analizzare e validare i requisiti di business, e che prima di permetterne la diffusione la tecnologia dovesse venire testata e giustificata dal punto di vista del rapporto costi benefici.

Ora, “è chi lavora nelle business unit a governare l’adozione delle tecnologie e a sfruttarle, senza la ‘guida’ dei responsabili dei sistemi informativi”.

Ready Technology“, di Stephen J. Andriole, in  Communications of the ACM, February 2014.

Il futuro dell’IT aziendale

“Ricchi premi attendono le aziende che colgono le opportunità digitali; il disonore, al contrario, attende quelle che non ce la fanno. […] In teoria, per il settore IT questa è un’ottima opportunità per collocarsi al centro delle strategie aziendali. In pratica, il resto dell’azienda dubita che la gente dell’IT sia in grado di farcela – e spesso si predispone a comprarsi la propria IT da terze parti, se necessario.”

Surfing a digital wave, or drowning? The Economist, 7 dicembre 2013