Archivi categoria: formazione

Efficacia formativa dei test di apprendimento

Quanto ci ricordiamo una settimana dopo aver letto un testo scientifico?

Uno studio ha confrontato i ricordi di gruppi diversi di studenti. Un primo gruppo aveva semplicemente letto una volta il testo, un secondo gruppo lo aveva letto 4 volte, un terzo gruppo lo aveva letto 2 volte, ma dopo ognuna delle due letture aveva affrontato un test di apprendimento sugli argomenti trattati dal testo.

Gli studenti che avevano letto 4 volte ricordavano il 64% in più rispetto agli studenti che avevano letto una sola volta. Ma gli studenti che avevano sostenuto i test ricordavano il 145% in più rispetto agli studenti che avevano semplicemente letto una volta.

Lo studio, di Jeffrey D. Karpicke e Janell R. Blunt della Purdue University, è pubblicato su Science.
Sull’argomento, una nota interessante di Jakob Nielsen.

Giochi per la formazione IT

Il mio interesse per il software è scaturito, trent’anni fa, quando mi è stato presentato un problema da risolvere con un flow chart, e mi ha appassionato come i giochi della Settimana Enigmistica.

L’uso dei giochi per la formazione sta forse crescendo: “Puzzle-Based learning for Engineering and Computer Science“, su IEEE Computer, April 2010. (In inglese, i puzzle non sono solo i giochi in cui si incastrano le tesserine, ma anche tutti i giochi logici, linguistici, enigmistici, matematici.)

Insegnamento online

The Inevitability of Teaching Online, di Gregory W. Hislop in IEEE Computer, dicembre 2009.

Conclusione:
“Faculty members who are not near retirement must come to terms with this seismic shift in higher education or risk being left behind. This is not to suggest
that traditional, face-to-face teaching will fade away. But it seems clear that online teaching will be a growing proportion of teaching overall, both in the form of completely online courses and blended courses with significantly reduced face-to-face interaction. To stay ahead of the wave, all instructors and institutions need to begin serious efforts in online learning today.”

Scratch: programmazione per bambini

Scratch è un linguaggio di programmazione pensato per i bambini.

Per chi lo usa (anche per gli adulti), è molto divertente, e permette di fare un sacco di cose interessanti.

Dal punto di vista tecnico è potente: il MIT (Massachusetts Institute of Technology) Media Lab ha realizzato un eccellente linguaggio didattico.

Su Communications of the ACM, novembre 2009, un articolo di presentazione da parte degli autori (scaricabile ma a pagamento per i non soci ACM).

Altri articoli su Scratch (gratis).

Non tutti i videogame rintronano

“A growing number of researchers – and an expanding body of evidence – indicate that joysticks can go a long way toward building smarter children with better reasoning skills.
Games such as Sim City, Civilization, Railroad Tycoon, and Age of Mythology extend beyond the flat earth of rote memorization and teach decision-making and analytical skills in immersive, virtual environments that resemble the real world.”

Samuel Greengard, “Are We Losing Our Ability to Think Critically?“, in Communications of the ACM, 07/2009.

Mari sul design

Un libro di Enzo Mari sul design:
Lezioni di disegno. Storie di risme di carta, draghi e struzzi in cattedra. Rizzoli 2008.

Il design (architettura, ma molti spunti sono trasferibili al software), la formazione al design, la società. Scritto e disegnato a mano, con intrecciarsi sapiente di testo corsivo e disegni.

Software per il sociale

Negli Usa, da anni, la computer science ha perso attrattiva per i giovani come oggetto di studio universitario. Per renderla più attraente, sostiene Michael Buckley, professore a Buffalo, è necessario che i problemi informatici trattati durante la formazione universitaria (casi studio, esercizi) contribuiscano a risolvere problemi sociali.

Michael Buckley: Computing as Social Science, Communication of the ACM, April 2009.

L’insegnamento e le stringhe

Alistair Cockburn: Teaching is pushing a string; learning is pulling the string

People keep asking, “What is the difference between teaching and learning? What is the instructor’s role? After years of noodling, here’s what I end up with:

Teaching is putting various strings in front of the students to pull on. The role of the instructor is to select and lay out the strings, indicate something about the meaning of pulling on them, etc.

Learning is their pulling on any of those strings. The role of the student is to select some strings, pull on them, abstract/note something about what happens. The instructor can’t really know which strings the student is pulling on, or what the student will learn/abstract/note.

Note that this applies to parenting as much as to teachers.