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Il Business Modeling consiste nella analisi e nella modellazione di processi, sistemi organizzativi, ruoli, responsabilità, interazioni. Serve a:
Per il Business Modeling sono state proposte e usate diverse notazioni, ma non esiste uno standard unico riconosciuto a livello internazionale.
Tra le notazioni più usate va ricordata UML (Unified Modeling Language), nata per i sistemi software ma molto usata anche per rappresentare gli aspetti di business. Anni fa ho pubblicato una introduzione al Business Modeling UML (in formato pdf).
L'analisi dei processi di business è la parte più praticata e più rilevante del Business Modeling, in quanto è il punto di partenza per:
Le notazioni proposte e usate per l'analisi dei processi sono state molte. Tra le più note e diffuse, i DFD (Data Flow Diagram).
Da alcuni anni esiste finalmente uno standard internazionale , BPMN (Business Process Modeling Notation). BPMN ha un'area di parziale sovrapposizione con UML, ma si è comunque ormai affermata come la notazione standard per l'analisi dei processi di business.
Ambito della modellazione:
Livello della modellazione:
Nel 1978, il metodologo americano Tom DeMarco proponeva un iter di analisi dei processi ("Structured Analysis") basato sulla definizione successiva di quattro modelli:
Il modello fisico attuale ("as is" implementativo), per DeMarco, è un modello del sistema esistente, che serve all'analista per dialogare con i propri referenti utilizzando termini concreti e comprensibili da chiunque. Fa riferimento a file ed archivi manuali utilizzati, nomi di sistemi esistenti, di persone, di ruoli, di unità organizzative, di moduli cartacei o tabulati.
Il modello logico attuale ("as is" essenziale) è un modello astratto del sistema esistente, derivato dal fisico attuale. Serve all'analista per comprendere nella sua essenza ciò che deve fare il sistema, indipendentemente dalle soluzioni organizzative e tecnologiche esistenti.
Il modello logico futuro ("to be" essenziale) viene creato individuando, nel modello logico attuale, le parti soggette a cambiamento ("domain of change"), basandosi sugli obiettivi e sui requisiti del progetto.
Il modello fisico futuro ("to be" implementativo) viene prodotto calando il modello logico futuro in una concreta soluzione organizzativa e tecnologica. I processi possono essere ulteriormente scomposti, per rendere univoci la tecnologia di implementazione (processi da automatizzare) e le responsabilità organizzative (processi "manuali").
L'analisi dei processi di business presuppone che i processi vengano innanzitutto individuati. E per individuare i processi la strada più efficace consiste nel chiarire quale sia il loro sistema organizzativo di riferimento.
Nel campo degli studi organizzativi, i sistemi si analizzano nel contesto dell'ambiente in cui sono collocati, sulla base delle loro modalità di risposta agli stimoli ed alle opportunità provenienti dall'ambiente e considerando le interazioni esistenti tra le loro componenti interne (strutture o processi).
Ora, un sistema può coincidere con:
I processi di business da analizzare possono quindi essere interni ad una singola organizzazione, oppure coinvolgere più organizzazioni da guardare insieme come un sistema integrato.
In termini generali, comunque, non conviene collegare l'analisi dei processi di business con la definizione delle strutture aziendali basate sugli organigrammi, perché la struttura organizzativa non è una costante e può subire modifiche indipendenti da quelle a relative ai processi, e soprattutto perché in questo modo diventa molto più difficile cogliere le opportunità di innovazione e miglioramento.
Strumenti per analisi processi e Business Modeling.
Una introduzione al Business Modeling UML (pdf)
Una introduzione a BPMN (pdf)
Servizi di consulenza:
Formazione:
analisi-disegno.com , servizi e materiali per lo sviluppo dei sistemi software, a cura di Adriano Comai.