Plain Language

Scrivere in modo semplice (Plain Language) per farsi capire meglio da chi ci leggerà.

E’ importante sempre, e lo è in particolare per le specifiche dei requisiti e di analisi dei sistemi informatici, condivise e lette da persone con ruoli diversi:

  • committenti, utenti e altre parti interessate (stakeholder)
  • progettisti e sviluppatori software
  • tester (verificatori del corretto funzionamento del sistema)
  • redattori di manuali operativi

In questa pagina ho riportato una serie di indicazioni e riferimenti: Scrivere in modo semplice.

Un articolo recente del Nielsen Norman Group sottolinea l’importanza del Plain Language anche quando si scrive per un pubblico di esperti: Plain Language Is for Everyone, Even Experts.

La prossima apocalisse software

La prossima apocalisse software, The Coming Software Apocalipse, avverrà perché stiamo realizzando sistemi che vanno oltre la nostra capacità intellettiva.

The Coming Software Apocalipse, un articolo di James Somers su The Atlantic, descrive come la troppa enfasi sul codice, e la poca attenzione ai requisiti e al ragionare per modelli, crea rischi insostenibili in un mondo sempre più regolato dal software.

Software aziendale fuori dal settore IT

La quantità di software che le aree aziendali acquisiscono al di fuori dal controllo del settore IT continua a crescere, e rende sempre più critica la gestione del parco applicativo aziendale.

In “Bottom-Up Enterprise Information Systems: Rethinking the Roles of Central IT Departments“, gli autori

Modern technology (such as open source software, outsourcing, and cloud computing) enable users to bypass central IT to procure or configure their own enterprise information systems.

Coupled with inherent organizational limitations, the result is bottom-up enterprise information systems becoming a new reality in many organizations. Managing such systems requires central IT to be a collaborative partner that guides functional areas toward effective IT practices. Central IT’s operational role may diminish as the functional areas assume increased duties.

However, when IT roles are distributed across the organization, additional coordination is required by central IT, functional areas, and vendors alike.

Imparare a imparare

Ci sono blocchi mentali da rimuovere, per poter imparare cose nuove.  Apatia, arroganza, noia, confusione, scetticismo. Poi soprattutto paura di non farcela, ansia, frustrazione, impazienza, insicurezza, rassegnazione.

Per imparare a imparare è necessario riconoscere questi “modi” negativi e non permettere che ostacolino l’apprendimento.

Learning to Learn“, di Peter Denning e Gloria Flores in Communications of the ACM, December 2016, esplora i modi negativi, spiega che ruolo giocano nel bloccarci e come superarli.

Perché superarli si può, innanzitutto con la consapevolezza che, in ogni nuova competenza da acquisire, siamo tutti principianti.

A cascata è l’opposto di Agile?

A cascata è l’opposto di Agile? No, secondo Gerald Weinberg, autore di testi fondamentali come The Psychology of Computer Programming (1971) e The Secrets of Consulting (1986).

Se e quando i requisiti sono tutti chiari all’inizio, e esistono casi in cui lo sono, l’approccio a cascata è adeguato.

L’agilità è invece contrapposta alla eccessiva burocratizzazione dello sviluppo, che riduce la produttività e la flessibilità, e che demotiva le persone.

Ospitare pubblicità senza farsi odiare

Ospitare pubblicità senza farsi odiare è un problema per molte app e per molti siti (anche se non per questo, che non la ospita).

In rete gli annunci sono ovunque. Preferiremmo che non ci fossero, ma ci sono, e se di solito ci infastidiscono un po’, alcune volte ci fanno davvero arrabbiare.

Il fastidio provocato dalla pubblicità è un problema per chi va sui siti o usa le app mobili. Ma lo è anche per chi investe in pubblicità (e vorrebbe che fosse efficace) e per chi la ospita (e guadagna ospitandola).

Non tutte le pubblicità ci infastidiscono allo stesso modo, comunque, e uno studio del Nielsen Norman Group le mette a confronto, tenendo conto delle differenze tra l’accesso in rete via pc o tramite dispositivi mobili.

Quali sono le forme pubblicitarie che ci infastidiscono di più sul pc? Quali sui dispositivi mobili?

Le tecniche di pubblicità online più odiate, “The Most Hated Online Advertising Techniques“, di Therese Fessenden.

Presentarsi bene online

Presentarsi bene, dare un’immagine attraente e affidabile, per le aziende è essenziale.

Nel digitale, l’immagine che diamo online influenza la percezione che i nostri clienti o utenti hanno di noi, e ha effetti diretti sul nostro rapporto con loro.

Non si tratta di look, non è un problema estetico. Si tratta invece di rispondere in modo adeguato a ciò che clienti e utenti si aspettano di trovare quando si rivolgono a noi.

Che un internet banking sia esteticamente gradevole mi interessa poco: mi interessa molto di più che sia agevole da usare, con risposte veloci, senza complicazioni inutili e senza messaggi promozionali che mi intralciano.

E che quando ho bisogno di assistenza non debba perdere troppo tempo ascoltando comunicazioni inutili, aspettare troppo a lungo un operatore, non ricevere il servizio che chiedo.

Your Digital Interface is your Brand, di Gerry McGovern.