One Laptop Per Child, un bicchiere mezzo …

L’iniziativa One Laptop Per Child (OLPC), lanciata nel 2005, mirava a fornire entro due anni 150 milioni di PC a basso costo ai bambini del terzo mondo.

I risultati effettivi sono stati molto inferiori, per due motivi principali:
Si è sottostimato quanto sia importante la conoscenza delle diverse realtà sociali e politiche di ogni singolo paese per l’effettiva diffusione degli strumenti tecnologici. I governi non sono tutti uguali, e vanno tenuti in considerazione il punto di vista delle associazioni di insegnanti, dei sindacati, ecc.
L’industria IT si è sentita minacciata dalla promessa di PC a basso prezzo (inferiori a 100 dollari, era l’obiettivo) al di fuori del propro controllo, e ha reagito con proposte alternative come il Classmate di Intel, e la nuova categoria dei Netbook.

“So rather than distributing millions of laptops to poor children itself, OLPC has motivated the PC industry to develop lower-cost, education-oriented PCs, providing developing countries with low-cost computing options directly in competition with OLPC’s own innovation. In that sense, OLPC’s apparent failure may be a step toward broader success in providing a new tool for children in developing countries. However, it is also clear that the PC industry cannot profitably reach millions of the poorest children, so the OLPC objectives might never be achieved through the commercial market alone.”

L’analisi sullo stato dell’iniziativa OLPC è stata pubblicata da Kennet Kramer, Jason Dedrick e Prakul Sharma in Communications of the ACM, 06/2009.

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