Project Management – Ivo Andric

Da “Il ponte sulla Drina” di Ivo Andric, Meridiani Mondadori 2001, pag. 592:

La primavera dell’anno in cui il visir prese la decisione di costruire il ponte, arrivarono a Visegrad i suoi uomini con il seguito per i preparativi necessari. Erano in molti, con cavalli, carri, macchinari di tutti i generi e tende. […].
Il loro capo era Abid-aga, uomo di fiducia del visir e responsabile della costruzione del ponte insieme a Tosun-efendija, l’architetto. (Di Abid-aga già prima del suo arrivo si diceva che fosse un uomo crudele, senza scrupoli.) Non appena si furono sistemati nelle tende sotto Mejdan, Abid-aga convocò le autorità locali e i notabili musulmani per discutere con loro sul da farsi. In realtà non vi fu discussione, perché parlò uno solo, Abid-aga.

‘Sono certo che prima del mio arrivo vi sono giunte voci sul mio conto, e so che non sono belle né piacevoli. Vi avranno sicuramente detto che esigo lavoro e obbedienza assoluta e sono pronto a frustare o a uccidere chiunque non lavori come si deve e non obbedisca senza sollevare obiezioni, che non conosco il significato di frasi come “non è possibile” e “non c’è”, che con me una testa può cadere anche per una parola insignificante, insomma che sono un uomo sanguinario e malvagio.
Voglio confermarvi che queste voci non sono né inventate né esagerate. E’ vero che sotto il mio tiglio non si trova ombra. Mi sono conquistato questa reputazione nel corso di lunghi anni di servizio, eseguendo fedelmente gli ordini del gran visir. A Dio piacendo eseguirò altrettanto bene il lavoro per cui sono stato inviato qui e spero che, quando avrò portato a termine la mia missione e sarò ripartito, le voci che mi seguiranno saranno anche peggiori e più terribili di quelle che sono giunte alle vostre orecchie.’

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