L’utilizzo del prodotto fa emergere nuovi requisiti

da “Mondo Digitale” anno V n° 2 – Giugno 2006 – articolo “La comunità virtuale degli esaminatori ECDL”, di Daniela Maria Ricco, Giuseppe Giliberto, Giuliano Russo, pag.51:

“[…]l’uso di strumenti e le modalità di esecuzione dei compiti si influenzano a vicenda. Carroll e Campbell [Carroll J.M., Campbell R.L.: Artifacts a psycological theories: The case of human-computer interaction. In “Behaviour and Information Technology”, 1989 – sic -] hanno messo in evidenza il carattere circolare della relazione artefatti-compiti (task-artifact cycle): le persone svolgono determinati compiti, con maggiore o minore soddisfazione, usando determinati strumenti. I nuovi strumenti, una volta adottati, alterano i compiti per cui vennero progettati e modificano le situazioni in cui i compiti venivano svolti in precedenza. In questo modo lo strumento nuovo crea un nuovo compito e una nuova situazione sociale in cui si svolge il compito. Questi ultimi generano poi a loro volta il bisogno di ulteriori miglioramenti che sarebbero possibili grazie ad una nuova famiglia di artefatti da inventare per svolgere meglio il nuovo compito e così via.”

In “Communications of the ACM”, June 2006, l’articolo “A Systematic Approach in Managing Post-Deployment System Changes”, di David Kang e Roger Chiang, affronta l’argomento in modo più operativo, e fornisce indicazioni utili per un’implementazione organizzativa della gestione dei cambiamenti.

Mary Poppendieck insiste ripetutamente sull’esigenza di passare da una visione per progetti ad una visione di product development.

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